
Campanile
Campanile
Pontecorvo
Un po' di storia
Provincia
|
Frosinone |
Abitanti
|
13˙280 (pontecorvesi) |
Altitudine
|
97 m s.l.m. |
Le origini
Adagiata lungo le rive del placido fiume Liri, oggi
Pontecorvo costituisce uno dei maggiori centri del Basso Lazio.
La costruzione del castello che diede origine alla città, "Pontis
Curvi", risale all'860 circa; fu edificato da Rodoardo D'Aquino, su
invito del conte di Capua.
Il castello si aggiungeva così alla preesistente "Villa" e l'avrebbe
difesa dagli attacchi Saraceni che all'epoca compivano continue
scorribande.
Grazie allo sviluppo che la contraddistinse da subito, nel secolo
successivo ottenne lo status di "civitas" che si attribuiva alle città
indipendenti e che finì col divenire il nome dell'odierno quartiere
Civita.
Un dominio per Montecassino
Dopo Rodoaldo la città finì sotto le cure dei principi di Capua,
quindi dei duchi di Gaeta e nel 1104 divenne parte del
dominio di Montecassino ed all'abbazia rimase quasi
ininterrottamente.
Nel 1400 Pontecorvo divenne un enclave pontificio ed Alessandro VI
nel 1946 la eresse a principato per il figlio Giovanni, ma il
principe viregnò un solo anno in quanto ucciso dal fratello Cesare
Borgia che si impossessò del territorio. Tornata alla Chiesa, la
città fu eretta (1725) a sede vescovile con Aquino.
Pontecorvo dai papi ai Savoia
Pontecorvo rimase soggetta al potere temporale dei papi fino
all'occupazione temporanea di Ferdinando I che l'annetté al
Regno Borbonico e, dopo un momentaneo ritorno allo Stato
della Chiesa, fu occupata dai Francesi e Napoleone la elevò
ancora, temporaneamente, a rango di principato per assegnarla al
generale Bernadotte.
Tornata al Papato, entrò a far parte del Regno d'Italia
nel 1860 in seguito a plebiscito.
Dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi
La città ha vissuto, come quasi tutti i centri della Ciociaria,
momenti oscuri durante la Seconda Guerra Mondiale per poi risorgere
ancor più florida durante la Ricostruzione. Oggi rappresenta
un centro di riferimento per le comunità locali ed i paesi
dell'hinterland grazie la sua dinamicità sociale, culturale e per la
sua importanza economica legata alla sua posizione geografica
strategica. La tradizione della ceramica a Pontecorvo è
rappresentata soprattutto dalla "cannata", anfora i
terracotta dai semplici elementi decorativi usata un tempo per
trasportare acqua attinta alle fonti, oggi puro elemento decorativo.
Molto redditizia anche l'attività agricola nella fertile
campagna pontecorvese, il centro è rinomato per la produzione del locale
peperone DOC.
Come arrivare a Pontassieve
A Pontecorvo si arriva in auto
- A Pontecorvo si arriva in auto seguendo la A1 (Milano-Roma-Napoli)
in direzione Sud se si giunge da Roma e provincia, Frosinone o dal
Settentrione, fino al casello Pontecorvo-Castrocielo.
La A1 va, invece, percorsa in direzione Nord se si giunge da Cassino
o dal Meridione.
- All'uscita del casello Pontecorvo-Castrocielo imboccare,
a destra, l'immediata Statale 628 (Via Leuciana) e proseguire
(per 8 Km) fino al centro cittadino!
A Pontecorvo si arriva in treno
- A Pontecorvo si arriva in treno seguendo la linea ferroviaria
Roma-Napoli via Cassino*. Da Roma, Frosinone o Settentrione
prendere la direzione Cassino fino alla stazione di Roccasecca.
La linea ferroviaria Roma-Napoli via Cassino* va, invece,
percorsa in direzione Roma se si giunge da Cassino o dal Meridione.
Chi proviene dall'Abruzzo può viaggiare sulla linea ferroviaria
Avezzano-Roccasecca e giungere fino al capolinea.
- Dalla stazione di Roccasecca fruire del servizio bus
extraurbani Cotral.
Più valore al locale
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Le informazioni relative a Roccasecca, Pontecorvo, Pico e Campodimele sono
tratte da www.ideenuoveonline.it
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