. Sorse con la fondazione di un
castello per volontà di Firenze dopo il 1350 e, comprendente gli attuali
territori di Pelago e Rignano, fu podesteria medievale.
La signoria dei da Quona dominò per prima il territorio, un ramo (i
Filicaia) si inurberà a
Firenze dalla fine del 1100 per poi cedere gran parte del territorio al vescovado
fiorentino.
Finalmente giungiamo al 1375, quando la Repubblica Fiorentina decreta l’edificazione di un castello nella terra di Pontassieve
che sarebbe stato chiamato
Castel Sant’Angelo. Tuttora
si conservano tre delle quattro porte al castello: Porta Filicaia
(est), Porta Fiorentina (ovest) e Porta dell'Orologio (est).
Nelle vicinanze di questa ultima sono ancora oggi conservati due
importanti dipinti, opera di anonimi, realizzati (ad un secolo di
distanza l'uno dall'altro) dalla fine del XV sec. Provenienti da S.
Maria in Acone, oggi le tavole sono tenute presso la cappella della
locale
Confraternita di Misericordia.
Presto il nome di "
Ponte a Sieve" ebbe la meglio su quello di
"Castel Sant’Angelo" grazie all’importanza ricoperta dal
Ponte Mediceo (1555) che serviva a collegare Firenze al
Mugello, al Casentino, ad Arezzo.
Accanto al ponte si era sviluppato
un borgo posto in basso rispetto al preesistente castello edificato da
Firenze.
Pontassieve importante nodo viario
Alla fine del XVIII sec. Pontassieve ebbe un notevole sviluppo
grazie all'apertura della
strada per il Casentino attraverso il passo della Consuma e quella per la Romagna attraverso San Godenzo.
Nel 1859 con la costruzione della ferrovia Firenze-Roma godette
nuovamente di un imponente sviluppo urbano, ma il rilievo
assunto come
nodo viario ne favorì indiscutibilmente anche lo
sviluppo
industriale.
Già nel Settecento era attiva la produzione di
scarpe, canapa, tele di lino, la trattura della seta ed assai
diffusa era la coltivazione dell’iris, la cui radice veniva
lavorata. Primaria importanza aveva
l’agricoltura tutta, si giovava di un terreno fertile che
favoriva la coltura di vino, olio, gelsi...
Storia recente
Durante la Seconda Guerra Mondiale Pontassieve, complice l’importanza del suo
nodo
ferroviario, subì gravissimi danni, fu quasi completamente
distrutta, ma
è rifiorita in tutta la sua fierezza dalla ricostruzione post-bellica,
soprattutto ha avuto un tumultuoso sviluppo negli anni '60-70.
Oggi è rinomata è la sua produzione enologica e d'olio; molti gli
artigiani esperti nella lavorazione delle pelli, del cuoio, delle
pellicce; fra le industrie di un certo rilievo segnaliamo quelle per
la lavorazione di materie plastiche, vetro, ceramicche, e laterizi.
A Pontassieve anche un importante impianto produttivo
delle FS e molteplici le aziende operanti nei
settori metalmeccanico, chimico, elettronico, alimentare e delle confezioni.