Bellagio sorge sulla Punta Spartivento, promontorio che
divise in due il ghiacciaio che avrebbe formato il Lario (scendendo
dalle Alpi) forzandolo a dividersi in due rami. È nata così la forma a Y
rovesciata del
Lago di Como.
Il paese è ricco di storia, il suo passato glorioso è testimoniato dalle
stupende ville sparse sul lungolago.
Il museo ed i giardini delle sue ville stimolano ammirazione nel
contemplatore, d'altronde quello bellagino è un turismo dalle antiche
tradizioni.
Una storia unica
Le origini di Bellagio risalgono al medioevo, ma la zona era
già abitata nella preistoria. Difesa dal castello turrito,
divenne feudo dell’abate di Civate, quindi comune avverso a
Como.
Sulla strada che passa per il centro, si ammirano ancora l’antico
borgo, l’incantevole piazza e l’imbarcadero per il trasporto
sulle opposte rive del lago.
La barca tipica è la "Lucia" omonima dell'eroina dei
Promessi Sposi e sono tuttora conservate le ultime due gondole:
grandi imbarcazioni, portavano le merci fino a Milano.
Punto panoramico per eccellenza il parco della patrizia Villa
Serbelloni e monte San Primo: ivi, nelle giornate più
limpide, sono visibili il monte Bianco e la Madonnina del Duomo
meneghino. Da visitare anche la chiesa di S. Giacomo (sec. XII),
Villa Melzi e Villa Giulia.
Il clima ideale
Nota come “la perla del Lario", Bellagio (seppure ai piedi delle
Alpi) gode di un microclima temperato non dissimile da quello
delle località marine grazie all’abbondante massa d'acqua del lago
che funge da regolatore climatico essendo il più profondo d'Europa
con i suoi 418 m.
Numerosi i vivai, strabilianti i giardini con agrumi e persino
piante tropicali; coesistono straordinariamente flora alpina,
subalpina e mediterranea; i fiori, cromaticamente innumerevoli, sono
di qualsiasi specie.
A Bellagio il turismo è dinamicamente attivo: vi è una
larghissima opportunità di sistemazione alberghiera e moltissimi
hotel sono edifici d'epoca; possibili le escursioni a piedi, in auto
oppure in battello; fra le specialità gastronomiche i “misultini”
(pesci lacustri), la polenta, il “mataloc” (dolce tipico).